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Lontano dalle luci della città, in una notte serena e senza Luna, sono numerose le stelle che potete ammirare.
Seppur uguali a prima vista, già dopo qualche minuto, tempo necessario affinché l’occhio si abitui alla carenza di luce, è possibile notare delle differenze di colore.
Le stelle, infatti, si differenziano tra loro per massa, dimensioni, e luminosità (fattori indubbiamente legati tra loro e alla composizione intrinseca di ogni stella).
Nasce pertanto la necessità di catalogarle per meglio studiarne l‘evoluzione.
I criteri iniziali di etichettatura si basavano unicamente sulla composizione, e nello specifico, sulla predominanza nello spettro delle linee di idrogeno, classificandole così secondo un ordine alfabetico dalla lettera A alla Q, dove A indicava le stelle in cui l’idrogeno si distingueva maggiormente.